17 feb
2026

Si conclude il 116° Carnevale

Si conclude il 116° Carnevale

Un’esplosione di luci, colori e lampi ha illuminato il cielo sopra Pont-Saint-Martin, mentre una colonna sonora avvincente accompagnava gli ultimi istanti di un Carnevale vissuto con il cuore in mano. Sotto la volta maestosa del millenario Ponte romano di Pont-Saint-Martin, il fantoccio del Diavolo bruciava lentamente, consumandosi tra le fiamme come vuole la tradizione. Intorno, una folla immensa, raccolta per l’addio, tratteneva il fiato.
Il momento iniziale è arrivato quando l’arciere Maurizio Bevolo, figura storica del tiro con l’arco italiano, ha scagliato la freccia infuocata che ha dato fuoco al pupazzo, simbolo silenzioso del nostro Carnevale. Un brivido ha attraversato i ponsammartinesi: con quel gesto si chiudeva ufficialmente la manifestazione più amata.
Eppure, proprio mentre il fuoco segnava la fine, le prime note dello spettacolo piromusicale accendevano il cielo in una meravigliosa opera d’arte fatta di luci, musica e colori.
Il Carnevale finisce qui, dopo giorni intensi, ricchi di eventi sempre diversi, suggestivi, travolgenti.
Un’edizione che rimarrà nel cuore, come tutte quelle che l’hanno preceduta: perché il Carnevale non è solo festa: è divertimento e fatica, amicizia e lavoro, sorrisi ed emozioni, soddisfazioni e delusioni, strette di mano e abbracci, brindisi forse un po’ abbondanti. È una comunità che si ritrova, si riconosce e si rinnova.
Il successo si misura anche con gli occhi: le vie e le piazze gremite, la partecipazione straordinaria del pubblico, l’entusiasmo palpabile.
Un grande grazie va a tutti coloro che hanno speso energie, tempo e passione per rendere possibile questo spettacolo collettivo.
E mentre le note dell’inno dell’ultima sfilata si affievoliscono in lontananza, già si avverte un fermento nuovo. Ci sono quelli che, stremati, giurano che sarà l’ultima volta. E ci sono quelli che, sospinti dall’entusiasmo, stanno già immaginando idee e progetti per la prossima edizione.
Perché il Carnevale non muore: si concede solo un breve riposo.
Fra qualche mese tornerà a bussare alle porte del paese, perché, ancora una volta… …«’l Carlevé l’è mort… viva ’l Carlevé!»

Edizione del Carnevale 2026

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